Cos’è il piffero delle 4 province
Il Piffero delle quattro province (in Sol) è uno strumento musicale tradizionale delle regioni del nord-ovest dell’Italia (le Valli montane delle province di Pavia, Alessandria, Genova e Piacenza). È composto da una canna lunga e stretta, con una bocca all’estremità superiore e un foro per la soffiatura nella parte inferiore. La canna può essere decorata con intagli e incisioni, spesso raffiguranti animali o motivi floreali.
Il piffero delle quattro province è stato utilizzato per secoli per accompagnare la musica tradizionale, in particolare durante le danze tradizionali locali in Oltrepò Pavese (Monferrine, Alessandrine, Gighe, e i “balli da Liscio” come Valzer, Polche e Mazurche). Questo strumento deriva dalla “Ciaramella“ medioevale (della famiglia delle bombarde), e si sposa perfettamente con la fisarmonica, anche se anticamente il suo partner ideale era la cornamusa appenninica (müsa).
Com’è fatto il piffero delle 4 province
Il Piffero delle quattro province è costruito dai fabbri locali e si compone di tre parti: il musotto (l’ancia, che va cambiata spesso, fissata con cera d’ape), la canna conica (con 8 fori, di cui l’ottavo posteriore) e la campana, dove è posta la caratteristica penna di coda di gallo, che non serve solo da decorazione ma la sua funzione é quella di ripulire l’ancia durante l’esecuzione. Il materiale impiegato per la costruzione costruzione é il legno chiaro di bosso oppure nero di ebano (una volta legno di pero o ciliegio). Uno dei migliroi costruttori fu Nicolò Bacigalupo di Cicagna.

La musica del piffero delle 4 province
Il Piffero delle quattro province è stato recentemente rivalutato come un pezzo di patrimonio culturale del territorio, ed è stato oggetto di numerosi festival e concerti dedicati. Lo possiamo sentire sopratturo nei festeggiamenri del matrimonio e alle feste calendariali (dove troviamo i rituali primaverili).
Durante il rito nuziale, vengono eseguiti il “Levar della sposa” ed il “Levar di tavola“, canti che accompagnano la sposa dall’uscita da casa fino alla Chiesa, e che risuonano alla conclusione del pranzo nuziale. La musica da piffero oggi ha ancora vita grazie alla comunità e a protagonisti come Stefano Valla di Cegni. Marco Domenichetti, Ettore Losini e Roberto Ferrari che, insieme ad alcune altre formazioni musicali (che reinterpretano la muscia tradizionale in chiave moderna) si esibiscono nelle feste, sagre e nei concerti folk.
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